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strage capaci anniversario uccisione giovanni falcone

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NEL RICORDO DI GIOVANNI FALCONE, DELLA MOGLIE FRANCESCA E DEGLI UOMINI DELLA SCORTA VITO SCHIFANI, ROCCO DICILLO E ANTONIO MONTINARO
MARIA FALCONE: IL RICORSO DI GIOVANNI E PAOLO SEMPRE VIVO
RITA BORSELLINO: MAFIA PROBLEMA ANCORA IRRISOLTO
ALFREDO MORVILLO: ZONA GRIGIA ESISTE ANCORA ED È CORTEGGIATA
LA MADRE DI UN AGENTE MORTO IN VIA D'AMELIO: SONO TRISTE OGNI GIORNO
 



Sono giunti  da tutta  Europa per ricordare a Palermo Giovanni Falcone
Almeno  in tremila  i giovani che  hanno raggiunto il  porto palermitano  su due navi provenienti da Napoli e da Civitavecchia,  nel  19esimo anniversario della strage di Capaci.

Un appuntamento ormai consolidato per ricordare la memoria di Giovanni Falcone, della moglie Francesca e degli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro assassinati il 23 maggio 1992.
Ad accogliere i ragazzi,  giunti  insieme al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso e a don Luigi Ciotti, c'erano tanti  studenti siciliani.  
La manifestazione è promossa  dalla  Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone" e  dal  ministero dell'Istruzione.

In programma  il  dibattito nell'aula  nell'aula bunker dell'Ucciardone, dove si svolse lo storico maxiprocesso alle cosche. Dibattuto  il tema "Giovanni e Paolo, due italiani",  in memoria anche del giudice Borsellino assassinato il 19 luglio in via D'Amelio.

Sono intervenuti il  presidente della  fondazione Maria Falcone, e i ministri dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dell'Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano. il procuratore Piero Grasso, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello.



 
 

MARIA FALCONE:
IL RICORSO DI GIOVANNI E PAOLO SEMPRE VIVO

"È impressionante, ma il ricordo di Giovanni e Paolo è forse più vivo oggi che negli anni immediatamente successivi alle stragi". Lo ha detto Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone,  
"Ricordare Giovanni e Paolo  significa ricordare soprattutto il loro grande senso dello Stato, i principi nei quali credevano: la libertà, la giustizia, la legalità".
Mi auguro il messaggio di Giovanni e Paolo diventi sempre più forte e sia maggiormente recepito dai ragazzi".



ALFREDO MORVILLO:
"ZONA GRIGIA ESISTE ANCORA ED È CORTEGGIATA"

"L'orizzonte è sempre lo stesso, i segnali positivi non sono poi tanti, fanno eccezione i governi e le associazioni antiracket. La zona grigia esiste ancora e purtroppo è corteggiata dalla società civile palermitana". A parlare è presidente del tribunale di Termini Imerese, Alfredo
Morvillo, fratello di Francesca anche lei magistrato e moglie di Giovanni Falcone, entrambi vittime della strage di Capaci, insieme agli uomini della scorta, a margine della manifestazione dal titolo "Giovanni e Paolo due italiani", nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo".




 RITA BORSELLINO: IL  PROBLEMA  DELLE MAFIE ANCORA IRRISOLTO


"Il problema delle mafie è un problema ancora irrisolto, perchè oggi le mafie sono inserite nel mondo dell'economia e della politica e c'è bisogno dell'attenzione di tutti".
Lo ha detto Rita Borsellino, sorella di Paolo, ucciso nella strage di via  D'Amelio.
"Oggi la mafia, aggiunge  è sicuramente diversa, ha cambiato per l'ennesima volta pelle e questo è particolarmente rischioso. Non ci sono più i morti per le strade che sensibilizzano e scuotono le coscienze e quindi si rischia di far passare sotto silenzio delle cose che incidono anche sulla vita delle persone non soltanto dell'economia in senso lato".
"Diciannove anni fa il lenzuolo è stato un atto di coraggio, la prima denuncia firmata dai palermitani su esempio di questa città proviamo ad essere tutti più schietti nell'affrontare e parlare del problema mafia".


LA  MADRE  DI UN AGENTE MORTO IN VIA D'AMELIO

"Sono triste ogni giorno. Quando è morto mio figlio avrei voluto sprofondare nel buio. Lui non respirava perchè dovevo farlo io? Poi, ho trovato la forza di andare avanti per amore degli altri miei figli".
A parlare è  Provvidenza Li Muli, madre di Vincenzo, uno degli agenti di scorta a Paolo Borsellino. Tira fuori  dalla tasca della giacca la foto del figlio che porta sempre  con se da quel giorno di luglio del '92.
"Ho sempre sentito l'affetto e la vicinanza degli uomini della polizia - aggiunge - meno di quelli delle istituzioni. Mio figlio è stato riconosciuto vittima della mafia e non del terrorismo come è avvenuto per altri. Non è questione di sostanza ma di forma. È giusto che tutte le vittime della mafia siano uguali".




 
 
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