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ERANO RIUSCITI A VENDERE PURE IL PALAZZO CHE A ROMA OSPITA LA QUESTURA
E LA VLLLA DEL CALCIATORE CAFU
IN MANETTE L'IMPRENDITORE FRANCESCO DIMINO ORIGINARIO DI SCIACCA
La polizia ha arrestato a Roma l''imprenditore Francesco Mario Dimino, 45 anni, originario di Sciacca, già presidente della locale squadra di calcio.
Dimino è accusato di avere messo su una organizzazione criminale che operava nel Lazio. L'imprenditore sarebbe coinvolto in un vasto giro di usura, riciclaggio di denaro, estorsioni e truffe.
Addirittura l'organizzazione sarebbe pure riuscito a vendere il palazzo romano della Questura e la villa dell'ex calciatore della Roma e del Milan Cafù.
Dimino per alcuni mesi lo scorso anno fu presidente dello Sciacca calcio.
E' sicuramente la vendita del palazzo che ospita a Roma la Questura. La tecnica era sempre la stessa: promettevano favolose vendite immobiliari per poi, incassata la caparra, come fece Totò per la vendita della fontana di Trevi, sparire nel nulla.
Per la villa di Cafu sarebbero riusciti ad incassare un anticipo di 32 mila euro; venti mila per la "Questura".
Ed ancora altre caparre e poi "via" per una quota della villa del Cragnotti o per quote e azioni della Coin di via Cola di Rienzo, sempre a Roma. Ma avrebbero pure promesso posti di lavoro millantando amicizie presso le segreterie politiche di ministri.
Con "Totò truffa" tutto finiva in risate.
Qui, invece, sono finiti tutti in manette. Con Dimino sono finite in carcere altre dieci persone tra le quali anche esponenti della banda della Magliana. Ci sono pure 23 indagati.