DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI, NO GENDER: MANIFESTAZIONE OGGI A ROMA

NO GENDER«Difendiamo i nostri figli», è lo slogan della manifestazione nazionale che si svolgerà oggi sabato alle 15.30 in piazza San Giovanni a Roma, ″per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall′assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole″

Ed ancora – spiegano i promotori del comitato  «per riaffermare il diritto di mamma e papà a educare i figli e fermare la colonizzazione ideologica della teoria Gender nelle scuole e nel Parlamento e bloccare sul nascere il ddl Cirinnà che consentirebbe in prospettiva adozione e utero in affitto per le coppie dello stesso sesso»,

″Chiamiamo – dicono ancora i promotori –  alla mobilitazione nazionale tutte le persone di buona volontà, cattolici e laici, credenti e non credenti, per dire no all′avanzata di progetti di legge come il ddl Cirinnà che dell′ideologia gender sono il coronamento e arrivano fino alla legittimazione della pratica dell′utero in affitto. Ci troveremo tutti in piazza a Roma, schierati a difesa della famiglia e dei soggetti più deboli, a partire dai bambini″.

Al comitato ed alla manifestazione stanno aderendo  personalità provenienti da diverse associazioni tra cui Simone Pillon, Gianfranco Amato, Giusy D′Amico, Toni Brandi, Filippo Savarese, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Jacopo Coghe, Maria Rachele Ruiu, Paolo Maria Floris, Alfredo Mantovano, Nicola Di Matteo. Portavoce del comitato è il neurochirurgo Massimo Gandolfini che dice:  «Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare nelle scuole di ogni ordine e grado progetti educativi che, con il pretesto del legittimo contrasto al bullismo, mirano alla destrutturazione dell’identità sessuale dei bambini  Teorie senza basi scientifiche – definite dallo stesso Papa Francesco «un errore della mente umana» – che hanno lo scopo dichiarato di rompere ogni corrispondenza tra l’identità sessuale biologica e la strutturazione della personalità, e che di conseguenza disorientano i nostri figli e nipoti fin dalla scuola dell’infanzia modificando la stessa antropologia umana’’.

«Un primo effetto di questa iniziativa – sottolinea Gandolfini – è stato lo slittamento alla prossima settimana del parere del Governo sul ddl Cirinnà, dopo il quale partirà la discussione di duemila emendamenti».

«Noi vogliamo intervenire – prosegue – prima che il parlamento legiferi, perché le esperienze di Francia e Spagna dimostrano che la protesta successiva alla promulgazione di leggi sbagliate, pur avendo un grande valore simbolico non portano ad un risultato concreto». «In questo modo vogliamo anche augurarci che la carica popolare di questa mobilitazione dal basso – conclude – rompa il consueto silenzio degli organi di stampa, troppo spesso distratti da cronache di costume e portati a trascurare le famiglie italiane che, come un’immensa foresta in crescita, non fanno alcun rumore ma costituiscono l’ossatura del nostro Paese”.