RIGASSIFICATORE, IN FRIULI LEGAMBIENTE DICE “NO” E PRESENTA RICORSO E AD AGRIGENTO?

fontana mimmoIn Friuli Venezia Giulia  Legambiente,  contraria al rigassficatore, prende posizione e  si schiera senza indugi  a fianco di chi contrasta la realizzazione dell’impianto.

Sono state inviate  al Ministero per l’Ambiente  – si legge su “IlFriuli.it” –  le osservazioni contrarie di Legambiente Fvg al progetto di un rigassificatore al Lisert, presentato dalla società Smart Gas”.

Tace, invece, dopo le ultima novità, qui in Sicilia  e qui ad Agrigento,  Legambiente,  che ha come presidente Mimmo Fontana, da poche settimane  assessore della giunta di Lillo Firetto, uno dei padri del  Rigassificatore empedoclino:  il cui progetto – che avevano   giurato in campagna elettorale ormai  era morto e sepolto –  è stato di nuovo tirato fuori con una probabile dichiarazione di “infrastruttura strategica” che renderà la realizzazione  del rigassificatore un affare.

Sicuramente  stanno vivendo momenti di grande imbarazzo,  a differenza dei “colleghi” friuliani  che non  hanno esitato a prendere posizione contro la realizzazione dell’impianto.

 “A differenza di vent’anni fa, quando si era creato un ampio e lacerante dibattito in città sul terminale di rigassificazione Snam in località Lisert, al termine del quale giudicammo in modo favorevole il progetto – afferma l’associazione ambientalista – oggi con il progetto Smart Gas quelle condizioni non ci sono più”.
Secondo Legambiente “non esiste in Italia il problema di aumentare le importazioni di gas, né tramite ulteriori gasdotti, né con la costruzione di nuovi impianti di rigassificazione”, “non si ravvisa alcun significativo beneficio ambientale, alcuna compensazione che potrebbe determinare un bilancio ambientale positivo”, ed emerge invece “una forte sottovalutazione dell’impatto paesaggistico, in particolare delle opere a mare nel tratto di mare prospiciente la costa duinese”.

Infine, “non si percepisce neppure una concreta sostenibilità economica dell’opera, dichiaratamente fondata sull’ipotesi tutta da dimostrare – conclude la nota – di acquisire Gnl a un costo inferiore del 10% rispetto a quelli medi del mercato europeo”.

Il tutto, dopo le ultime novità sul rigassificatore di Porto Empedocle,  aspettando Legambiente agrigentina.