RIGASSIFICATORE, CI SONO I RIMEDI PER BLOCCARE IL PROGETTO. FIRETTO E LEGAMBIENTE MANTENGANO LE PROMESSE

rigassificatore nave gasiera

 di Gaetano Gaziano, presidente associazione
“Salviamo la Valle dei Templi” di Agrigento

 L’amministratore delegato di Snam Rete Gas, Carlo Malacarne è  intervenuto  sul rigassificatore di Porto Empedocle in un’intervista rilasciata lo scorso 12 luglio al Corriere della Sera.

L’intervistatore, Stefano Agnoli, gli ha chiesto: “Se il Mise dichiarasse ‘strategico’ il progetto del rigassificatore di Enel a Porto Empedocle e visto che Enel intende cederlo vi fareste avanti?”. Malacarne ha risposto: “ Non credo che attualmente ce ne sia una grossa urgenza. Ma non trovo contraria alla strategia energetica nazionale l’idea di avere un altro rigassificatore e anche se l’investimento dovesse essere poi caricato in tariffa- stimiamo circa 700 milioni- l’incidenza sarebbe limitata. Chissà, magari, potremmo intervenire con qualche altro operatore”.

malacarne rigassificatoreDall’intervista di Malacarne, si ricava quanto segue:  –

Enel: non ha di certo abbandonato, come abbiamo detto e scritto, il progetto del rigassificatore al confine della Valle dei Templi di Agrigento, ma intende venderlo.

-Snam Rete Gas, che è stata autorizzata a costruire il gasdotto di collegamento tra il rigassficatore e la rete nazionale del gas, sarebbe favorevole a comprare il progetto, a condizione però che il Ministero dello Sviluppo economico lo dichiari “strategico” per le esigenze del Paese. -Si ricava inoltre, come abbiamo sempre ripetuto, che il costo verrebbe gravato in “tariffa”, cioè sulle bollette dei consumatori.

Cosa possiamo e dobbiamo fare noi agrigentini per contrastare l’ignobile progetto? Nell’immediato occorre che più società ed enti rispondano al quesito del Mise (che ricordiamo scade il 25 luglio) fornendo le motivazioni della contrarietà all’impianto gasiero nella buffer zone del parco archeologico di Agrigento. Abbiamo avuto assicurazione da autorevoli esponenti di Legambiente Sicilia che loro risponderanno al questionario.

Bisogna fare pressioni sul Sindaco Firetto che, a nome della cittadinanza agrigentina che ha bocciato il rigassificatore in un apposito referendum, faccia sentire al Mise la nostra contrarietà, se non vuole fare la figura della “Quinta colonna” della lobby dell’energia, come lo ha abbondantemente provocato Gaetano Gucciardo di Legambiente. Occorre inoltre vigilare che Firetto non revochi, come ha del resto promesso in campagna elettorale, il ricorso straordinario contro il gasdotto, presentato dal precedente sindaco. Tutto ciò nell’immediato. Altri strumenti giuridici sono ancora possibili per bloccare l’indecoroso progetto.  

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