Anore e discordia di Armando Albano
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IL CONTINUO “CAMBIO
DI CASACCA”
DEI POLITICI NOSTRANI
di Armando Albano
Per capire quello che ci sta sotto il continuo “cambio di casacca” dei politici nostrani, secondo me è utile ricorrere alla filosofia del nostro Empedocle. Nessun altro Pensatore “forestiero”, infatti, ci potrebbe aiutare (sarebbe come voler accompagnare un fumante piatto di pasta con le sarde con un bicchiere di vino friulano).
Il problema è tanto serio quanto comico, in realtà. Uno degli aspetti della personalità del Grande Akragantino era proprio la complessità di taluni suoi atteggiamenti: infatti, sostenendo di avere natura divina, pretendeva di essere venerato dai propri concittadini; salvo, poi, dichiararsi democratico. Ma erano altri tempi …
Empedocle formulò la teoria delle quattro radici delle cose: le cui separazioni e miscugli, o aggregazioni e disaggregazioni, che si fanno in virtù della Discordia e dell’Amore, compongono la storia universale (e dunque anche quella nostrana …). In sostanza, non c’è morte: ci sono soltanto particelle che si separano e si ricompongono! Le quattro radici, o elementi, sono il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua: esse sono increate e nessuna è più forte dell’altra.
Ora, applicando la sua filosofia al caso Agrigento, si potrebbe sostenere che i partiti politici corrispondono agli archetipi dei quattro elementi, mentre Amore e Discordia afferirebbero a convenienza, interesse … (fermiamoci qui). E il cerchio si chiuderebbe magnificamente. La mescolanza dei quattro elementi, per Empedocle, è regolata da precise proporzioni quantitative; che consentirebbero, nel nostro caso, certamente la rielezione di parecchi consiglieri comunali alle prossime consultazioni.
Dunque, tali poco nobili attività di corsa di andata e ritorno (il capolinea non è previsto qui da noi, a quanto pare), accompagnate da mediatica faccia tosta, avrebbero una giustificazione addirittura filosofica e antichissima.
E’ quindi è proprio inutile che adesso ce ne lamentiamo.
Infatti, qui non è possibile descrivere la città nello stesso modo in cui lo fece il medesimo Empedocle di Akragas: “O amici,che dimorate sulla sacra rocca presso il biondo Acragante al sommo della città,voi che coltivate opere eccellenti di governo, approdi venerabili per gli ospiti, e siete ignari di malvagità, salve!” (parte del frammento n. 112, nella traduzione di Angelo Tonelli, Bompiani, 2002). E ciò per civica degenerazione della sua dottrina o per municipale, manifesta, nostra creatività?
1 febbraio 2012