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ZAMBUTO
LILLO MICCICHÈ
E CHI DICEVA CHE IL PALAZZO
NON SAREBBE CROLLATO
di Gerlando Gandolfo
Meglio tardi che mai. Sì, proprio così. Il sindaco Marco Zambuto finalmente si mobilita: c'è voluto l'ennesimo crollo -
Bisogna muoversi con forza e tenacia. Scordarsi per per alcune settimane delle strisce blu, di inaugurare parcheggi mai finiti o di altre inutili amenità e andare a risolvere personalmente i problemi.
Lamentarsi non basta: non è quello che deve fare un sindaco.
Il Sindaco ha annunciato di avere convocato la Giunta comunale a Palermo in seduta straordinaria, urgente e permanente, per affrontare con le istituzioni regionali il grave stato di abbandono in cui versa il centro storico della città.
Si prevedono, dice, incontri con il Presidente della Regione, il Presidente dell'Assemblea regionale ed i capigruppo delle forze politiche regionali.
"Non possiamo assistere impotenti al progressivo sgretolamento del centro storico cittadino e della sua Cattedrale. La Regione ci deve aiutare e ci devono essere restituite almeno in parte le somme, circa 40 miliardi delle vecchie lire, che già stanziati per il recupero del centro storico cittadino, per colpevoli distrazioni sono andati in perenzione".
Sì, magari i finanziamenti arriveranno: poi però, si eviti di affidarsi a collaboratori che mettono in sicurezza un palazzo che poi collassa rischiando di fare una strage.
Un collaboratore del sindaco della prima ora, Lillo Miccichè, lo va dicendo da tre anni che il palazzo Lo Jacono stava per crollare.
Lillo Miccichè è poi andato via.
Al suo posto in giunta sono arrivati assessori i quali andavano dicendo che il palazzo, dopo il consolidamento costato dicono 100 mila euro, non sarebbe mai venuto giù. Si è visto come è finita.
E' troppo tardi per richiamare Lillo Miccichè, ma non lo è per mandare a casa chi ha sbagliato.