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crollo palazzo lo jacono proprietari accusano Comune

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COLPO DI SCENA NEL CROLLO DEL PALAZZO LO JACONO


I PROPRIETARI ACCUSANO IL COMUNE:
"HA EFFETTUATO  ALCUNE DEMOLIZIONI  SENZA COMUNICARCELO"
E' VENUTO GIU' PER QUESTO?

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONDANNATA DAL TAR
A FORNIRE PROGETTI E RELAZIONI TECNICHE
 

'Il Comune di Agrigento ha proceduto ad alcune demolizioni all'interno dell'immobile  senza comunicarcelo'.
Lo sostiene uno dei proprietari del palazzo Lo Jacono crollato la mattina del giorno  di Pasquetta nel centro storico di Agrigento, che si era rivolto prima del crollo stesso al Tar perché  il Comune, nonostante la formale richiesta,  non aveva rilasciato  copia  dei  progetti  e delle relazioni tecniche relativi ai lavori effettuati nel palazzo.
Il proprietario, assistito dall'avvocato Girolamo Rubino, si è  così  rivolto al Tar che  ha ordinato al Comune di rilasciare gli atti richiesti.
In particolare è  stato rilevato davanti ai giudici  amministrativi  che gli operai inviati  dal Comune   avevano    proceduto alla demolizione parziale dell'ultimo piano, del relativo  sottotetto  e della copertura soprastante nonchè all'ancoraggio del cantone posto  all'incrocio tra le vie Santa Maria dei Greci e salita Sant'Alfonso.
La Procura della repubblica di Agrigento che ha avviato  un'inchiesta   dovrà  ora valutare se i lavori di demolizione effettuati dal Comune abbiano potuto determinare o  favorire il crollo del palazzo.



Uno dei  proprietario, spiega il legale,  aveva avuto notizia che alcuni operai   incaricati dal comune di Agrigento si erano introdotti nel citato immobile  ed  avevano proceduto a talune demolizioni.
In particolare i detti  operai  avevano  proceduto alla demolizione parziale dell'ultimo piano, del relativo  sottotetto  e della copertura soprastante nonchè all'ancoraggio del cantone posto  all'incrocio tra le vie Santa Maria dei Greci e Salita Sant'Alfonso.
Non  avendo  il comune di agrigento inviato all'interessato alcuna comunicazione in  ordine all'espletamento di tali lavori lo stesso avanzava un'istanza di accesso al  comune di agrigento, ai sensi della legge n. 241 del '90 (cd. legge sulla trasparenza amministrativa ), chiedendo copia dei provvedimenti con i quali era  stato disposto lo svolgimento dei summenzionati lavori,  nonchè di ogni  altro  documento relativo ai lavori ( progetti , relazioni tecniche,etc.)
Essendo rimasta silente l'amministrazione comunale l' interessato ha proposto un  ricorso davanti al tar sicilia, con il patrocinio dell'avv. Girolamo  Rubino, chiedendo l'emanazione di un ordine di esibizione nei confronti del comune  di Agrigento.
Il Tar Sicilia Palermo sez. 2 , Presidente Nicolò Monteleone relatore il consigliere Cosimio Di Paola, ritenendo fondato il ricorso patrocinato dall'avv. Rubino ha ordinato al comune di Agrigento il rilascio  degli atti richiesti, condannando il comune di Agrigento anche al pagamento  delle spese giudiziali, liquidate in euro mille oltre iva e cassa di  previdenza  forense.
Essendo nelle more del giudizio intervenuto il ben noto crollo nel  centro storico di Agrigento il rilascio dei documenti ordinato dal Tar - dice l'avvocato Rubino -  acquisirà particolare importanza ai fini del giudizio risarcitorio che i  privati promuoveranno nei confronti del comune di Agrigento.


 
 
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