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fuga dal pdl di alfano va via barbera con bottone

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FUGA DAL PDL DI ALFANO

BARBERA:ANGELINO ADDIO...IL PARTITO E’ UN CLUB APERTO A POCHI INTIMI...VADO CON ZAMBUTO



VIA ANCHE BOTTONE, PATTI, MONTAPERTO, TRAVERSA, ACQUISTO, SPATARO, NUCERA, FARRUGGIA, VERDE E MULÉ
TOTO' BOTTONE GIA' NOMINATO ASSESSORE
 

    di  Gerlando Gandolfo


Fuga dal Pdl di Angelino Alfano. Se ne parlava da tempo, la decisione era nell’aria ed oggi, venerdì 18 novembre,  Giovanni barbera che già si era autosospeso dall’incarico di coordinatore provinciale, ha lasciato definitivamente il Pdl di Angelino  Alfano.
Barbera va a   sostenere la ricandidatura  del sindaco Marco Zambuto che  ha già nominato - come era nelle previsioni - il medico  Salvatore Bottone ( già  consigliere comunale per la Dc  dal 93 al 97,  poi confluito in  Forza Italia) , grande amico di Barbera, assessore comunale.
Con Barbera hanno lasciato il Pdl ben altri dieci componenti  del coordinamento cittadino.  Se non è fuga  questa…
Ma perché Barbera va via? Lo spiega nella lunga nota che proponiamo   integralmente.
Su tutti primeggia una considerazione ed una critica rivolta ad Alfano: quella di avere ridotto il partito ad un club riservato a pochi intimi.
Ed è una critica che rivolgono in tanti all’ex Guardasigilli , anche  tra quei tanti che non hanno lasciato per ora il Pdl.
E' chiaro ed evidente che qualcosa non va nel Pdl agrigentino. In tanti lo pensano e ora cominciano a dirlo ad alta voce augurandosi - diversi iscritti  - che Alfano  se ne renda conto.



Premetto che, se qualcuno dei “colonnelli” del P.D.L. (o chi per loro), volesse  speculare sui valori dell’amicizia, della coerenza, dell’impegno sociale e  politico, gli rispondo: i veri traditori o “poltronisti” non sono coloro che, in questo momento, stanchi di tante battaglie politiche sostenute, deflettono  dalla partecipazione al partito, sono da considerare traditori, invece, coloro  che, forti del potere conferitogli dal voto popolare, ingannando, con la loro  inefficienza, i loro stessi concittadini sono stati assenti dal territorio, non  hanno prodotto nulla per il tessuto economico e sociale e, per ultimo, non  hanno neanche saputo trovare la sintesi per tenere unita la base del partito.

Caro Angelino,
dopo l’autosospensione dal Partito del P.d.L. dell’ottimo assessore Giuseppe  Putrone, la fuoriuscita del capogruppo al Consiglio Comunale di Agrigento dott.  Nino Amato, stimato professionista, approdato all’U.D.C., gli scadenti  risultati ottenuti, nelle ultime amministrative, in alcuni centri importanti  provinciali, e la mia “posatura” di fatto, già da diversi mesi, da coordinatore  cittadino, poiché ritenuto “troppo attivo”, da parte della “dirigenza locale”  del P.d.L., non mi resta che costatare il grave danno causato al partito da  costoro che, solo per il fatto di essere stati “designati” onorevoli (per  grazia ricevuta!!!), si sentono investiti da un “potere sovrannaturale”,  contrario al mandato conferitogli dal voto popolare.

Al mio amico On. Angelino Alfano, unico, a cui riconosco spiccate capacità  politiche ed umane ed a cui rinnovo la mia stima personale, mi permetto di  consigliare vivamente di porre più attenzione alle vicende politiche locali,  evitando di ascoltare solo i “consorzi di pensiero preconfezionati” sempre  votati al più miserabile “yes-man” e a presunte verità assolutamente  fantasiose.

Leggo, tra le righe dei tanti comunicati di questi giorni, che il P.d.L.  lavora alla costruzione di una nuova classe dirigente “sempre più qualificata”  (quindi, quella di prima, era meno qualificata?). Resto basito da tanta superficialità di giudizio, in cui assolutamente non mi riconosco, assieme a  molti altri amici.

Sarebbe stato opportuno, invece, proporre alla gente, ancor prima di chiedere  la sottoscrizione delle tessere, il “Progetto Politico-Amministrativo” che  questi dirigenti intendono realizzare per la nostra città e l’intera provincia.
A me risulta, invece, che l’unica attività veramente proficua di questi “alti  dirigenti” sia stata quella c.d. dei “veti”, dove hanno dimostrato di essere  anche incisivi.

Ricordo, forse solo a me stesso, che il “Partito” non è da considerare  solamente un club aperto a pochi intimi, ma il luogo naturale dove si discute  di programmi e di scelte a favore della collettività!
Con la creazione dei  “Dipartimenti” all’interno del “Coordinamento Cittadino” e grazie all’impegno e  la collaborazione di tanti professionisti (che ringrazio ancora) eravamo  riusciti a fare tutto ciò. Non so perché “a qualcuno”  non è piaciuto!

SollevandoTi dalla mia “ingombrante presenza”, non per Te, sicuramente per i  “dirigenti di prima generazione”, lascio definitivamente il partito, ancor  prima che qualche “dirigente della seconda generazione” abbia la pretesa di  “disconoscere” quella tessera che mi ha consentito di votarti a Roma  “coordinatore nazionale”.

Vado via con la consapevolezza di avere fatto tutto quanto nelle mie  possibilità per il Partito. Mi resta un grande rammarico: essere stato il  fondatore ad Agrigento, tanti anni fa (1993), di un partito in cui oggi non mi  posso riconoscere!

Io non ho mai tradito, niente e nessuno, e non ho cambiato idea che resta  ferma, in ambito politico, alla partecipazione attiva per la formazione del  Partito Popolare Europeo. Sono gli “altri” che hanno tradito!

Hanno tradito tutti coloro che hanno creduto che si potesse, effettivamente,  realizzare anche ad Agrigento una “rivoluzione meritocratica”.

Io resto fermo al mio modo di fare politica, intesa come servizio alla mia  gente: interpretandone le loro esigenze e, per quanto nelle mie modeste  possibilità, trovandone le soluzioni opportune.

A me, come ai miei amici, non interessa essere “tirati per la giacca” o  dimostrare a tutti i costi di essere di questo o di quel “partito” o peggio  ancora di “appartenere” a questo o quel politico. Noi siamo noi! Persone  libere, però, con un ideale politico, una grande dignità e lealtà. Uomini che  hanno perseguito un progetto politico chiaro: al servizio della gente! In  siffatto contesto, anteponendo su tutto i valori, abbiamo “faticato” ma siamo  stati, sicuramente, attori attivi ed onesti per migliorare la qualità della  vita della nostra città e della nostra provincia (vedi Consorzio Universitario  di Agrigento, Progetto per l’istituzione della Metropolitana di superficie  Aragona Caldare-Agrigento,  etc.).   

Oggi, di fronte ad un panorama politico incerto, confuso ed incapace di  prendere decisioni, come modesto operatore politico di questa Città, sento  ancora una volta  di dovere assumere decisioni che facciano chiarezza anche con  la gente.

Come già ti ho anticipato nell’incontro di sabato 8 ottobre 2011 a Palermo -  incontro proficuo e civile, i cui termini sono stati sereni, chiari, onesti ed  in cui Tu con la Tua (solita) gentilezza e garbo mi hai chiesto il mio (solito)  impegno per il partito - ho rassegnato la volontà di non volere più occuparmi   dell’organizzazione. In virtù anche del fatto che, già da diversi mesi,  avvertivo un clima, da parte dei “colonelli”, sicuramente non di collaborazione  anzi… osteggiante!


Dopo tanti anni di duro, leale e fattivo lavoro per il Partito - Campagne  elettorali per i vari Onorevoli regionali, nazionali ed europei, Responsabile  Motore Azzurro e Coordinanatore Cittadino, e ancor prima, nel 1994, come  coordinatore provinciale di ben 134 club di Forza Italia nella nostra provincia  (che faceva sorridere tanti dell’attuale classe dirigente) - Ti ringrazio,  sinceramente, per l’opportunità, per le gratificazioni umane e professionali   che ho ricevuto e, infine, per la proposta di continuare ancora la mia attività  per il Partito. Oggi, però, ho deciso di passare la mano ad altri sicuramente  più motivati e bravi. Ciò non toglie che continuerò, finchè lo riterrai  opportuno, a rimanere Tuo Amico. Un amico che ha avuto l’onore ed il privilegio  di votarTi, al Consiglio Nazionale a Roma il 1 luglio 2011, Coordinatore Nazionale Unico del P.d.L.

Oggi, però, decido di moltiplicare gli sforzi e di continuare il mio impegno  di cattolico, liberale e moderato (pur modesto e forse non all’altezza) assieme  ad un gruppo di amici e a quanti vorranno aiutarci, sempre ricercando soluzioni  ai gravi temi che attanagliano la nostra  città e la nostra provincia.

Riparto, però, indicando, lealmente, la mia strada! Riparto da Zambuto Sindaco  e dal duro lavoro che attende  tanti “volenterosi per la città”, da ora alle  imminenti elezioni amministrative.

Da Zambuto perché, di fronte alle candidature che si profilano, la reputo la  più moderata, efficace, proficua e, infine, meno traumatica per i cittadini,  poiché è in grado di dare continuità all’azione amministrativa già  intrapresa.  

Mi permetto, però, un ultimo chiarimento politico: sarebbe stato più facile  intuire e praticare una Politica di alleanze nella nostra provincia, che  aggregasse il popolo dei moderati sotto una “Casa Comune”, al fine  di essere  operativi e concreti nell’attualizzare scelte, per la città e la provincia,  molto più produttive nell’interesse esclusivo dei concittadini. Invece, si è  preferito, ad oggi, il tatticismo, peggio ancora la politica dei veti, non solo  sulle persone ma a volte anche sui partiti, non consentendo la risoluzioni di  problematiche strutturali che, invece, necessitano di sinergie politiche.

Bisogna offrire ed incentivare, invece, nuove proposte politiche e prospettive di rapporti, di dialogo, di progetti, tra persone  che avvertono fortemente  la
volontà di operare secondo i principi della sussidiarietà e della solidarietà   al di là di steccati sterili ed infruttuosi dei partiti.

Solo ricostruendo la grande “area dei moderati” che guarda al “bene comune” si  potrà ritornare con maggiore celerità e forza ad operare nell’interesse
esclusivo dei cittadini! Quello che interessa, in questo particolare momento di  disagio economico sociale, è un “progetto politico per la città” condiviso con
i cittadini che hanno a cuore il miglioramento della qualità della vita, una  burocrazia più efficiente e celere, una attenzione particolare ai giovani e
alle loro problematiche, prime fra tutte il lavoro, e la solidarietà ai più  bisognosi. “VOLENTEROSI” che auspichino un vero cambiamento di rotta e che si
riconoscano nei valori del cattolicesimo liberale e moderato e che sposino la  meritocrazia e la legalità come modello di vita.

Caro Angelino, spero di non averTi tediato troppo e Ti auguro sempre i  migliori successi nell’interesse degli italiani.

Con la mia solita sincera schiettezza Ti invio un cordiale e  sincero “in  bocca al lupo”.

Giovanni Barbera


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hanno firmato il documento

dr. Salvatore Bottone
(Medico Chirurgo)
Ex Responsabile Dipartimento Cultura - Coordinamento Cittadino P.d.L.
Agrigento

dott. Giovanni Patti
(Vice Direttore M.E.F.-  Ragioneria Territoriale dello Stato)
Ex Responsabile Dipartimento Università e Ricerca - Coordinamento Cittadino P.
d.L. Agrigento

geom. Mauro Montaperto
(Funzionario Direttivo - Motorizzazione Civile AG)
Ex Vice Coordinatore Cittadino P.d.L. Agrigento

rag./p.i. Massimiliano Traversa
(Settore Privato - Informatico)
Ex Vice Presidente Vicario “Motore Azzurro” Agrigento
Ex Responsabile Dipartimenti Coordinamento Cittadino P.d.L. Agrigento

prof. Salvatore Acquisto
(Professore discipline Economico-Aziendali)
Ex Responsabile Rapporti con Enti Locali Coordinamento Cittadino P.d.L.
Agrigento

prof. Vincenzo Spataro
(Professore discipline Economico-Aziendali)
Ex Responsabile Dipartimento Attività Produttive - Coordinamento Cittadino P.d.
L. Agrigento
Avv. Vincenzo Nucera
(ex Comandante Polizia Urbana di Agrigento)
Ex Responsabile Dipartimento Mobilità Urbana - Coordinamento Cittadino P.d.L.
Agrigento

rag. Edmondo Farruggia
(Quadro FF.SS.)
Ex Vice Responsabile Dipartimento Mobilità Urbana - Coordinamento Cittadino P.
d.L. Agrigento

rag. Giuseppe Verde
(Consulente del Lavoro)
Ex Responsabile Dipartimento Europa e Tributi Locali - Coordinamento Cittadino
P.d.L. Agrigento

Avv. Marco Mulé
(Avvocato)
Ex Responsabile Dipartimento Giustizia - Coordinamento Cittadino P.d.L.
Agrigento


 
 
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