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LUPARELLO CANDIDATO
A SINDACO DI ALFANO?
IL PDL:"SOLO INSINUAZIONI"
Emilio Messana, segretario provinciale del Pd, solo pochi giorni fa ne aveva rilanciato la candidatura a sindaco. Lui che lo aveva proposto già alcuni mesi.
“Luparello è il candidato ideale. Può essere protagonista del progetto che intendiamo proporre alla città per il dopo Zambuto”.
E Luparello a sorpresa (?) che fa? Lascia il Pd e la politica. Nessun dubbio che il chirurgo abbia davvero deciso di chiudere con il partito democratico. Ma con la politica ha davvero deciso di non avere più niente a che fare?
In tanti non ci credono, ponendolo addirittura come futuro candidato del Pdl di Angelino Alfano, adombrando addirittura il sospetto che sia stato proprio il Guardasigilli il grande manovratore, il regista occulto che ha avrebbe convinto Luparello a lasciare il Pd, invitandolo a prendere in esame la possibilità di essere il candidato di Berlusconi ad Agrigento.
Vero, falso? Chissà. I tempi sono ristretti. Basterà aspettare qualche settimana per scoprire come stanno effettivamente le cose. Cerro sarebbe davvero sorprendente che Luparello – che quale lasciò la giunta e Zambuto per essersi avvicinato ad Alfano e Berlusconi – decidesse di approdare nel Pdl.
Per il momento – il tempo di avanzare qualche sospetto -
"Si smentiscono categoricamente -
Invito lo stesso Messana a ricercare nella totale mancanza di iniziativa politica e nelle beghe continue esistenti all’interno del suo partito la causa unica della scelta dell’ex coordinatore comunale, senza ricorrere a dietrologie prive di fondamento.
Il PDL, senza tanto amplificare presso i mass-
Noi guardiamo con attenzione, alla luce del sole, il nascere di associazioni spontanee ed abbiamo dichiarato e confermiamo che se tali soggetti appartenenti alla società civile si muovono, come noi, alla ricerca del bene comune e non per la ricerca di poltrone ed i loro programmi coincidono con i nostri, saranno seguite da noi con la massima attenzione.
Il PDL si prefigge nei prossimi giorni di aprire un tavolo di discussione con tutti i partiti del centro destra per arrivare ad un programma comune;
la scelta del candidato sindaco deve essere un passaggio successivo che coinvolga più partiti ed associazioni su progetti condivisi, ricorrendo eventualmente a primarie di coalizione e coinvolgendo tutta la popolazione.
Il PDL si ripromette di fare un salto di qualità nella scelta dei candidati al Consiglio Comunale sollecitando la candidatura di personalità di alto livello dal punto di vista etico-
Il futuro Sindaco dovrà avere carta bianca nella scelta degli assessori privilegiando la competenza e la professionalità e non le alchimie dei partiti come ha finora fatto l’attuale Sindaco, cambiando continuamente assessori in relazione alle sue personali sce lte politiche del momento.
LE DIMISSIONI DI LUPARELLO DAL PARTITO DEMOCRATICO
Cari amici, vi comunico e formalizzo, con questa nota, la mia irrevocabile decisione di dimettermi dalle cariche di coordinatore della città di Agrigento e di componente dell’Assemblea regionale del partito.
E’ una decisione che ho maturato con rammarico ed amarezza negli ultimi mesi ma non potevo e non posso più, per il rispetto che nutro nei confronti di me stesso e del PD, nascondere il disagio e lo sconforto di fronte a quanto accade all’interno del partito.
Ho aderito con entusiasmo al progetto di una forza politica progressista che sapesse coniugare riformismo e moderazione, laici e cattolici, ma mi sono invece ritrovato all’interno di una compagine, quella agrigentina soprattutto, che alimenta divisioni, che produce quotidianamente contraddizioni e non progetti nell’interesse della città e della collettività; tali motivi non mi hanno consentito di svolgere appieno il mio ruolo di segretario cittadino.
Ho cercato di dare il mio contributo affinché il partito potesse fare propri i temi della solidarietà e della partecipazione ma le ferree logiche dell’appartenenza hanno sempre bloccato sul nascere ogni tentativo di discussione.
Ho manifestato spesso al mio amico Benedetto Adragna le mie perplessità, peraltro in parte condivise, sull’incapacità del PD e dei suoi dirigenti di costruire un partito migliore, aperto alla città ed alle sue espressioni più significative, attento alle necessità quotidiane della gente piuttosto che ai giochini di Palazzo: ho ricevuto da Benedetto – che ringrazio oggi per la stima e l’affetto che mi ha sempre dimostrato – con il quale intendo mantenere in ogni caso un rapporto di sintonia personale, l’invito ad andare avanti, pur consapevole delle difficoltà.
Farei però un torto a me stesso ed al PD se continuassi con ipocrisia questa esperienza.
Pertanto lascio la politica, continuo il mio impegno professionale, ma non abbandonerò l'impegno civile per Agrigento la città che amo.
LA REPLICA DI MESSANA A LUPARELLO
Ad Agrigento il Partito Democratico sente la responsabilità di promuovere l'alternativa alle ambiguità, alle incertezze, ai trasformismi che hanno caratterizzato l'amministrazione uscente.
Avverte la necessità di impedire che il PDL guidato dall'On. Angelino Alfano, dopo aver disastrato l'Italia, dilapidato le risorse degli italiani, sacrificato alla bramosia di potere leghista gli interventi in favore del Sud e della Sicilia in particolare, possa torrnare alla guida della città, magari sotto mentite spoglie, sostenendo un movimento cittadino creato ad arte.
La città ha bisogno di proposte politiche chiare e non di schieramenti indistinti, meri convogli elettorali destinati a deragliare un minuto dopo le elezioni o ottimi paraventi per accordi sottobanco alle spalle degli elettori.
E' questa la sfida, che era condivisa anche da Piero Luparello. Le sue dimissioni dal Partito Democratico oggi sorprendono per tempistica e modalità. Le divisioni cui fa riferimento nella sua lettera non hanno mai riguardato la linea politica del partito, gli obiettivi, il merito delle questioni da affrontare, rispetto ai quali si è sempre registrata una piena sintonia tra il gruppo dirigente e negli organismi di partito.
Siamo un partito autentico, che discute, si confronta e alla fine decide, l'unico partito che si fonda sulla partecipazione e l'impegno dei suoi iscritti e non sul carisma del leader che li rappresenta.
Certamente, la conflittualità interna, non va subita, ma denunciata e combattuta, quando è diretta a paralizzare l'azione del partito e a negare spazio all'azione dei suoi organismi democraticamente eletti.
Prendiamo atto della scelta di Piero Luparello di lasciare il Partito Democratico e la politica, anche se non ne condividiamo appieno le motivazioni, noi andiamo avanti, forti delle idee, dei valori e dei programmi del Partito Democratico, attorno ai quali intendiamo costruire un progetto politico di governo per il riscatto della città di Agrigento.
4 gennaio 2012