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Nella terra di Pirandello lette le ultime dichiarazioni viene quasi in automatico, dovendo sintetizzare il tutto, pensare al dramma pirandelliano. Ed allora ecco il titolo: Pennica: un candidato in cerca… d’autore”.
Il noto penalista intervenuto all’assemblea di Epolis, “inondato da scroscianti applausi”, nel confermare che intende candidarsi a sindaco, ha infatti spiegato che spera nell’appoggio di Epolis, ma non solo”.
L’associazione, tramite il suo portavoce, Paolo Minacori, ha detto che prenderanno in esame la proposta di Pennica e che sarà la maggioranza dell’associazione a decidere se fare propria la candidatura.
L’impressione, comunque, è che la scelta sia stata già fatta: un professionista affermato come l’avvocato Pennica non sembra certo disposto ad andare incontro a brutte figure. Non va ad offrire la propria candidatura, non va ad esporsi in maniera così forte, per poi vedersi chiudere la porta in faccia.
Ed allora? Epolis ha già deciso. Pennica è il candidato ideale.
Piuttosto bisogna vedere cosa e chi materialmente Pennica riuscirà a calamitare attorno alla propria candidature. E a tal proposito significativa e la “non chiusura” verso i partiti. Anzi.
L’INTERVENTO DI PENNICA ALL’ASSEMBLEA DI EPOLIS, PRESENTI IL PRESIDENTE PIERA GRACEFFA, IL VICE PRESIDENTE MARCO BARBARINO ED IL PORTAVOCE PAOLO MINACORI .
“Sono un candidato, dice Pennica, che spera nell’appoggio di Epolis ma non solo. Non chiudo infatti la porta ai partiti e agli altri movimenti che vogliono condividere il mio programma. La mia scelta è avvenuta fuori dai partiti, ma ciò non significa che se qualche rappresentante della politica fosse interessato a dialogare, bisognerebbe pregiudizialmente sbarrargli la strada o la porta. Immaginare che Èpolis possa camminare da solo, è secondo me una velleità che si scontra con i percorsi di democrazia che sono quelli del consenso popolare.
Ho un desiderio che coincide a pieno con quello di Èpolis, e che mi ha portato a sottoscrivere un programma per questa città. Ho a cuore Agrigento e mi sento accomunato alla maggioranza degli agrigentini per un profondo stato di insoddisfazione. Ho voluto lanciare l’idea della candidatura per capire cosa ne pensi la politica dei partiti e fin ora ho registrato un silenzio assordante. A tre mesi di distanza dalle elezioni, gli unici a farsi sentire sono stati l’avvocato nonché candidato sindaco Giuseppe Arnone, il gruppo Èpolis e per certi versi io stesso con questo annuncio.
Cosa mi attendo da Èpolis? Che organizzi un’ agenda politica con contenuti chiari e precisi, aprendo una piattaforma programmatica da calare nella realtà. Diversamente il rischio è di apparire come movimento elitario, fatto di professionisti che coltivano belle idee ma non le concretizzano. Se si dovesse riuscire a tirare fuori accanto ad un progetto, una squadra di uomini convincenti c’è la mia disponibilità a stare dentro la squadra. Altri 5 anni così non possiamo permetterceli!
Questa potrebbe essere l’occasione di inaugurare una nuova stagione politica ed una campagna elettorale fatta di programmi. L’interfaccia con Èpolis mi farebbe piacere poterla incanalare su bei programmi.
Nell’ipotesi in cui la maggioranza di questo Movimento valutasse che più del sottoscritto altri candidati potrebbero rappresentare il programma di Èpolis, essendo uno di squadra, farei non uno ma 4 passi indietro rispetto alla mia candidatura.
Il colore politico, lo schieramento a destra, a sinistra o al centro, non è più rilevante. So di certo che sono per la vita e non per la morte, che sostengo la legalità e l’impegno della macchina amministrativa nell’ organizzare ed armonizzare i servizi per la città.
Se partisse la mia campagna elettorale, non pronuncerei una parola contro i competitors. Credo sia giunto il momento di basarla sui programmi veri, e non sulle invettive personali, sull’arroganza o sul linguaggio aspro. Non mi sento ne candidato a sindaco, ne sindaco, semplicemente uno che vorrebbe tentare di mettere in campo una griglia di 3-
11 gennaio 2012