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La città di Agrigento dopo nove giorni di sciopero dei netturbini sta scomparendo sotto i rifiuti che ormai occupano i marciapiedi e la carreggiate di molte strade rendendo in molti casi impossibile il transito dei pedoni e della vetture.
Ci vogliono, e subito, delle soluzioni: chi non è in grado di trovare un rimedio, coloro i quali non hanno le capacità politico o manageriali per venire a capo di questa emergenza dovrebbe avere il coraggio e la dignità di farsi da parte, perchè si è ormai sull'orlo di una emergenza sanitaria. In tanti, putroppo, non se rendono conto
La situazione è drammatica: e nella notte sono stati pure dati alle fiamme una ventina di cassonetti con gli incendi che hanno danneggiato alcune auto in sosta.
Nonostante l'ordinanza del sindaco Marco Zambuto questa mattina si è regolarmente svolto il mercatino rionale che era stato vietato per motivi igienico-
Una città alla sbando, una nave senza timoniere che rischia di affondare.
Sì, è vero, siano di fronte ad situazione di emergenza senza precedenti che coinvolge tutti i 19 comuni agrigentini che fanno parte dell'Ato Rifiuti Gesa, ed alla quale l'amministratore unico Teresa Restivo non riesce a trovare una soluzione per pagare i tre stipendi arretrati che rivendicano i netturbini.
Ripetiamo: una soluzione, con la collaborazione di tutti, bisogna però trovarla al più presto:altrimenti, per favore, chi non è in grado di restituite le città pulite ai suoi abitanti, tolga il disturbo.