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zambutio contro governatore lombardo

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ZAMBUTO CONTRO LOMBARDO

IL GOVERNATORE SBAGLIA:
NON HO  STRUMENTALIZZATO LA TRAGEDIA
HO SOLO RICORDATO  CHE IL GOVERNO REGIONALE NON HA MANTENUTO LE PROMESSE
di Gerlando Gandolfo

DURISSIMO ATTACCO
LA REGIONE NON HA CONTROLLATO APPROFITTANDO DELLE OMISSIONI DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI PER INCAMERARSI
I FONDI E STORNARLI PER ALTRE FINALITÀ
 

Non si placano le polemiche sulle tragiche e triste vicende che stanno dal giorno di Pasquetta dopo il crollo del Palazzo Lo Jacono nel centro storico di Agrigento.

Sì, perché, al di là delle responsabilità, la cui ricerca è affidata magistratura che ha avviato una inchiesta quello che sta accadendo è paradossale: piuttosto che cercare soluzioni litigano un po' tutti.

L'ultima litigata ha come protagonisti il Governatore Lombardo ed il sindaco Zambuto.
Lombardo promette un milione di euro. Il finanziamento non arriva. Il sindaco ci resta male e critica la giunta regionale.
Replicano i deputati  regionali Di Mauro, Cimino e di Benedetto che dicono al sindaco di finirla di piagnucolare.
Replica ancora Zambuto, il quale va forse a toccare qualcosa che brucia: "la verità è una sola: dal governo regionale 56 milioni ai centri studi nemmeno un centesimo per il centro storico di Agrigento".

Il risultato:Lombardo convoca  un vertice sul centro  storico e che fa: non invita  Zambuto.

Ma che senso ha tutto questo? Il perseguimento del bene comune non dovrebbe  venire prima di ogni altra cosa, mettendo da parte appartenenze politiche e quant'altro porta spaccature e problemi alla gente amministrata?

Sì, forse a Bolzaro, non certo da queste parti dove, sostiene Zambuto, c'è stato anche il mancato controllo  della regione che ha approfittato delle omissioni degli amministratori locali per incamerarsi i fondi e stornarli per altre finalità




IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DEL SINDACO MARCO ZAMBUTO





"In ordine all'ultima dichiarazione del governatore Lombardo circa mie presunte critiche strumentali contro lo stesso, preciso che non ho mai pensato a strumentalizzare le tragedia che sta vivendo Agrigento, per il suo centro storico che cade a pezzi, e mi sono subito indirizzato alla Regione quale ente territoriale più prossimo per aiutare la città.
Ho solo comunicato agli agrigentini come non si riuscisse a comprendere perché, malgrado le assicurazioni fatte dal Presidente della Regione che Agrigento avrebbe avuto nell'immediato le prime somme per gli interventi più urgenti, incomprensibilmente il Governo siciliano non avesse più presentato il relativo emendamento alla legge finanziaria.
Se poi il presidente Lombardo, ricordandosi che la città ha un bisogno urgentissimo per evitare che si verifichino ulteriori danni alle abitazioni e si rischi di sacrificare la vita nel centro storico, vorrà far passare i relativi finanziamenti attraverso una riunione con la deputazione agrigentina e non attraverso un confronto, come noi abbiamo chiesto, con l'Amministrazione attiva, il Consiglio comunale, i rappresentanti sindacali e gli esponenti della Curia vescovile, è una sua libera scelta.
A noi interessa solo il bene della città.
Resta chiaro però che le somme che il Governo regionale vorrà riassegnare per gli interventi urgenti finalizzati alla messa in sicurezza del centro storico non risolveranno definitivamente tutti i problemi ad esso collegati, perché noi continueremo a chiedere, così come abbiamo fatto sin dall'inizio del nostro insediamento, che Agrigento non sia ulteriormente penalizzata dal mancato utilizzo delle somme stanziate dalla Regione con le leggi n. 70/76 e 34/85.
Vero è, a tal proposito, che c'è stata la responsabilità, ed è sotto gli occhi di tutti, delle amministrazioni che mi hanno preceduto, ma c'è stato anche il mancato controllo della Regione che ha approfittato delle omissioni degli amministratori locali per incamerarsi i fondi e stornarli per altre finalità.
Resta pertanto utile che si fissi un incontro di lavoro a Palazzo d'Orleans perché la Giunta ed il Consiglio comunale, le forze sociali, i parlamentari regionali interessati, i titolari dei beni ecclesiastici affrontino con serenità e determinazione tutte le questioni collegate con la situazione del centro storico agrigentino."


 
 
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