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di Gerlando Gandolfo
"Il sindaco Marco Zambuto è rimasto solo". Lo pensano in tanti alla luce di quanto sta accadendo dopo il crollo del centro storico di Agrigento, con la gente che senza mezzi termini gli ha pure gridato "dimettiti".
In tanti, appunto, gli stanno voltando le spalle, non facendo nulla per fargli fare bella figura: ma è pure vero che non hanno fatto certo una bella figura chi, come il governatore Lombardo aveva promesso urgenti aiuti finanziari dei quali ancora non c'è traccia.
Erano state promesse le visite, ad Agrigento, dei ministri Alfano e Prestigiacomo.
I tentennamenti di Zambuto, in bilico tra un partito e l'altro, alla ricerca di una collocazione politica , hanno fatto poi il resto.
Zambuto sempre più solo? Sì, è facile immaginarlo seduto su un panchina a pensare a quale iniziative intraprendere.
Per il momento si è limitato a chiudere il Municipio per trasferirsi con la giunta (!?) nel centro storico. Basterà per smuovere le acque?
Non pensiamo. Ci vuole ben altro.
Sì, perché è certamente vero che ci sono colpe e gravi responsabilità che non sono addebitabili a Zambuto.
Ma è altrettanto vero, ed è quello che in questo momento conta più di ogni altra cosa, che è lui il sindaco di Agrigento ed è lui che deve avere l'autorevolezza e la forza per risolvere i problemi di Agrigento. E' stata l'amministrazione comunale da lui guidata che ha speso 330 mila euro per mettere in sicurezza il Palazzo Jaocono poi crollato.
Nei momenti difficili vengono fuori i grandi sindaci.